Agea, dopo aver ottenuto importanti risultati nel proprio core business che è quello delle erogazioni degli aiuti Ue agli agricoltori, punta ora a specializzarsi anche come agenzia di servizi mettendo a frutto l’importante patrimonio di informazioni e dati in suo possesso sull’agricoltura italiana. Lo riporta il Sole 24 Ore evindenziando come l’Agenzia nei giorni scorsi ha comunicato di aver erogato – dall’inizio dell’anno finanziario, il 16 di ottobre, e fino al 27 maggio scorso – oltre 5,1 miliardi di euro di aiuti Pac, il 23,5% in più di quanto lo scorso anno fu erogato tra il 16 ottobre e il 30 giugno. “Abbiamo incrementato le erogazioni e ridotto i tempi – spiega il direttore di Agea, Fabio Vitale –. Ma abbiamo obiettivi più ambiziosi: vorremmo arrivare ad anticipare la data di chiusura dell’anno finanziario dall’attuale 30 giugno al 31 gennaio”.
Significativi passi in avanti sono stati compiuti anche sul fronte dei controlli. “Se in passato le verifiche si effettuavano in loco – aggiunge Vitale – con l’arrivo di un operatore che poi doveva fare la fotointerpretazione con valutazioni soggettive e si impiegavano anche 5 mesi per controllare un campione di appena il 5% della platea interessata, ora, invece, i controlli avvengono in maniera automatizzata coprendo il 100% della platea e si esauriscono in un mese”. E ancora: “Lo scorso anno e dopo l’insediamento di una task force su input del ministro Lollobrigida, siamo riusciti a pagare 808 milioni di euro sulla gestione del rischio per gli anni dal 2015 al 2022. Quest’anno, e per il solo 2025, abbiamo già varato un decreto di pagamento per 47,5 milioni a maggio con l’obiettivo di arrivare, a luglio, a 250 milioni”.
Infine Vitale sottolinea: “La nostra ambizione è diventare il braccio operativo del concetto di sovranità alimentare. Attraverso la mappatura dei terreni in nostro possesso possiamo indicare al decisore politico, ma anche all’universo delle imprese, i terreni agricoli oggi incolti e che è possibile riportare in produzione. Dai nostri dati, in Italia su un complesso di 9 milioni di ettari attualmente in produzione ce ne sono 4 milioni che invece sono incolti. Si potrebbe tornare a una superficie coltivata di oltre 13 milioni di ettari. Inoltre, mediante i nostri dati, possiamo dare indicazioni sulle colture più adatte da impiantare in base alle caratteristiche dei territori”.