Un mondo colorato, fatto di proteine. È il polo creato da Amadori negli anni ma con una forte accelerazione dovuta alle ultime acquisizioni. Come riporta il Corriere L’Economia, l’evoluzione e la visione strategica del gruppo sono racchiuse nel corporate brand ‘The Italian Protein Company’, creato nel 2024 (1 miliardo e 800 milioni di fatturato): proteine bianche provenienti da carne di pollo e tacchino; proteine gialle da uova e ovoprodotti; proteine rosa da carne di suino e proteine verdi da specialità vegetali (Amadori è stata la prima azienda del proprio comparto a entrare nel mercato plant-based).
“Al centro del modello Amadori c’è il concetto di filiera, “architrave” di tutto il sistema — spiega Denis Amadori, amministratore delegato del gruppo —. Una filiera italiana, integrata e controllata in ogni fase. Si tratta di un progetto nato nel 2023 e che oggi sta dando pieni risultati: le proteine democratiche, accessibili che danno piena libertà di scelta. Stiamo andando incontro alle nuove esigenze del consumatore: oggi un quinto del mercato è flexetariano e consuma meno carne rossa. E la tendenza è ancor più forte negli under 35. Per questo motivo non investiremo nella proteina della carne rossa, mentre riteniamo che la gialla, derivante dalle uova, sia la proteina del futuro su cui possiamo ancora fare degli investimenti per potenziare la filiera e aumentare le quote di mercato. Siamo il polo italiano delle proteine e adesso siamo pronti ad esportare il nostro modello nei mercati esteri”.