“Sono giunto alla conclusione che riusciremo a fronteggiare il cambiamento climatico non tramite un accordo politico — che non mi sembra plausibile — ma tramite i progressi tecnologici. Abbandoneremo in larga misura i combustibili fossili. E svilupperemo modi per estrarre anidride carbonica dall’atmosfera e forse invertire il riscaldamento globale, non solo contenerlo. Dalla ricerca, ogni giorno, arrivano notizie incoraggianti”. Così Joel Mokyr , premio Nobel per l’Ecomnomia e storico dell’economia della Northwestern University. In un’intervista a Il Corriere della Sera spiega: “Non abbiamo ancora visto niente, e il meglio deve ancora venire”. Mokyr parla anche dell’intelligenza artificiale: “Non è la prima volta che ascoltiamo previsioni catastrofiche. Quando è stato introdotto il personal computer, c’era gente che profetizzava che i computer ci avrebbero sostituito. In realtà penso che il vero problema che il genere umano affronterà nei prossimi decenni sarà la carenza di manodopera. Ci saranno sempre più persone che non lavoreranno, in gran parte perché sono anziane, ma anche perché ci sono molte alternative più divertenti al lavoro e le persone le preferiscono. Una qualche combinazione di IA e robotica sostituirà i lavori che gli individui non vogliono fare. Il mondo avrà bisogno di un numero incredibile di persone per cambiare i pannoloni a vecchi come me, quando non sarò più in grado di farlo… Non è che la gente sia in fila per fare questi lavori. E così alla fine dovremo trovare il modo di meccanizzare questo genere di attività”.