Ambiente, Ravello (Fdi): Ampliamento Parco Gran Paradiso ha portata storica

“Il progetto di ampliamento del Parco Nazionale Gran Paradiso è un passaggio di portata storica. Il fatto che siano le comunità locali a chiedere di entrare nel territorio del parco è un segnale culturale e politico straordinario, che dimostra come un’area protetta non sia solo un insieme di vincoli, burocrazia e imposizioni. Un Parco non può ridursi a una campana di vetro calata dall’alto sui territori: alla necessaria tutela degli habitat e della biodiversità deve affiancare opportunità concrete di crescita, sviluppo economico e occupazione per le comunità che vi abitano. In questo senso, il lavoro del PNGP negli ultimi anni è stato encomiabile: l’ampliamento è il frutto di quel lavoro di riavvicinamento e riappacificazione”. Ad affermarlo Roberto Ravello, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale del Piemonte, a margine dell’audizione odierna in V Commissione Ambiente, Parchi e Aree Protette, che ha visto la partecipazione dei rappresentanti dell’Ente Parco Nazionale Gran Paradiso e delle amministrazioni comunali coinvolte nel progetto di ampliamento. L’iniziativa, promossa dai Comuni di Groscavallo, Ingria, Pont Canavese, Sparone e Ribordone, prevede l’inclusione di oltre 8.400 ettari di territorio nell’area protetta, determinando un incremento della superficie complessiva del Parco di circa il 12%.



“Si tratta – continua Ravello – di un processo che sosteniamo convintamente. Con un ordine del giorno a mia prima firma intendiamo impegnare la Giunta regionale ad accompagnare, favorire e accelerare questo percorso, sia nelle more del tavolo istituzionale-tecnico che in sede di Conferenza Stato-Regioni, fino al completamento dell’iter amministrativo”.



“Il Gran Paradiso – conclude Ravello – rappresenta già oggi un patrimonio straordinario e un valore aggiunto per il Piemonte. Con questo ampliamento può compiere un ulteriore salto di qualità, diventando una leva ancora più importante di attrattività turistica, investimenti e sviluppo, non soltanto per il Canavese, ma anche per le Valli di Lanzo. La tutela dell’ambiente e il futuro delle nostre montagne devono procedere insieme”.