Ambiente, report Legambiente: Alpi e ghiacciai sempre più fragili-3-

“Le Alpi – dichiara Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – sono una delle sentinelle più importanti della crisi climatica in atto in alta quota, e su cui non si può e non si deve abbassare la guardia. I dati del nostro studio finale di Carovana dei ghiacciai 2025, frutto di un lavoro congiunto con esperti del settore e ricercatori a partire dalla Fondazione Glaciologica Italiana, ci ricordano quanto la montagna e ghiacciai siano fragili e instabili e su cui bisogna intervenire con politiche coraggiose, piani di mitigazione e di adattamento, monitoraggi capillari e costanti come proponiamo nel Manifesto europeo per una governance dei ghiacciai e delle risorse connesse, coinvolgendo anche le comunità locali e promuovendo un nuovo approccio turistico sostenibile e attento nell’andare in montagna. I numerosi incidenti che si sono verificati questa estate ci ricordano anche quanto l’alta quota stia cambiando e quanto sia importante una fruizione più consapevole”.

“Dal 2000 il riscaldamento globale – commenta Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi Legambiente, della campagna Carovana dei ghiacciai e presidente di Cipra Italia – ha accelerato la perdita di migliaia di ghiacciai, piccoli e grandi, con effetti anche a valle. Il deterioramento del permafrost, ad esempio, ha un impatto significativo sui rischi in quota e, con l’avanzare della crisi climatica, fenomeni simili a quello di Blatten sono destinati a intensificarsi. L’analisi dei rischi, come quella sviluppata nel Canton Vallese, consente di individuare in anticipo le aree vulnerabili dimostrando come il monitoraggio resti uno strumento essenziale per la sicurezza delle persone e la gestione territoriale. Per questo il modello svizzero a nostro avviso merita di essere replicato e di essere preso come esempio insieme a quello sviluppato in Piemonte con il laboratorio a cielo aperto nei ghiacciai della Bessanese e della Ciaramella”.

“Nonostante le abbondanti precipitazioni — talvolta eccezionali — e una stagione di ablazione iniziata relativamente tardi e terminata presto, il caldo estivo, intenso e continuo, ha determinato l’ennesimo bilancio negativo per i ghiacciai italiani, come dimostrano i dati raccolti nella campagna glaciologica annuale” dichiara Valter Maggi presidente Fondazione Glaciologica Italiana. “Il ritiro glaciale in corso rappresenta la manifestazione più evidente del riscaldamento climatico che interessa stabilmente le nostre vette con un aumento della temperatura doppio rispetto il valore globale. Le misurazioni condotte dai nostri volontari e dagli enti associati confermano in modo inequivocabile che i corpi glaciali stanno subendo una significativa riduzione di volume e assottigliamento sull’intero arco Alpino. Comprendere la meccanica e i fattori scatenanti di questi fenomeni, spesso complessi e rapidi, è cruciale per la valutazione dei rischi e per la sicurezza delle infrastrutture e delle comunità che risiedono a valle. È pertanto fondamentale che le Istituzioni assicurino un supporto strutturale e costante alle reti di ricerca sui ghiacciai a lungo termine, come già succede in alcuni casi, permettendo alla comunità glaciologica italiana di mantenere attivo questo patrimonio di conoscenza indispensabile per la tutela dell’ambiente alpino e la sicurezza delle sue popolazioni.”