“Lo spirito imprenditoriale si può trovare ovunque e, quindi, la domanda da porsi è: stiamo creando le condizioni per liberarlo? Oppure l’Europa ha reso troppo complicato fare impresa? Se così fosse, alla lunga i gruppi globali finiranno per spiegare le loro ali altrove”. Così Ola Källenius , ceo di Mercedes, in una intervista a Il Corriere della Sera. “Chiediamo una transizione che tenga conto dei tempi di realizzazione delle infrastrutture, dei costi e, specialmente, delle preferenze dei clienti. L’auto europea ha investito più di ogni altra industria sulla decarbonizzazione e sull’elettrificazione: 300 miliardi in 6/7 anni e altre centinaia sono in arrivo. La divergenza con l’Ue è solo sul percorso verso le zero emissioni”, spiega. La richiesta è “di adottare un approccio neutrale alla tecnologia. Se una parte dei clienti — diciamo il 30% — non vorrà comprare elettrico dopo il 2035, finirà per non cambiare auto. In tal caso, il mercato europeo diventerà più piccolo e il parco circolante più vecchio e inquinante. Non è così che si assicura la sostenibilità né ambientale né economica di un’industria che vale il 7% del pil Ue, occupa 13 milioni di persone e realizza un terzo degli investimenti privati in ricerca e sviluppo in Europa”.