“Non c’è più tempo da perdere: il 2026 deve essere l’anno delle riforme europee. Se non interveniamo subito, la transizione si trasformerà in deindustrializzazione”. È quanto ha dichiarato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, aprendo il tavolo automotive, che si è svolto a Palazzo Piacentini, cui hanno partecipato – oltre al Sottosegretario con delega alle crisi di impresa, Fausta Bergamotto – i vertici di Stellantis e le altre imprese del settore, le Regioni ove hanno sede gli impianti produttivi e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e delle associazioni datoriali. “L’epicentro della crisi è a Bruxelles – ha aggiunto il Ministro – nelle follie del Green Deal, che ha messo in ginocchio l’industria automobilistica europea, favorendo la tecnologia e la produzione cinese. Oggi i fatti dimostrano che avevano ragione. Non è soltanto Volkswagen in grave difficoltà: la crisi sta investendo i principali costruttori europei e rischia di travolgere l’intera filiera industriale del continente”. Durante il confronto, Urso ha poi ribadito che il governo italiano è stato il primo a promuovere il cantiere delle riforme europee, ricordando il non paper sul settore presentato insieme alla Repubblica Ceca che ha ottenuto il rinvio delle super multe e l’anticipare la revisione del regolamento sulla CO2. Ma non basta, ha ribadito il ministro: “Occorre da subito che sia pienamente riconosciuto il principio di neutralità tecnologica e anticipare l’attuazione dell’Industrial Accelerator Act: non si può attendere il 2029 per introdurre i requisiti Made in Europe e Low Carbon”.
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