La guerra in Medio Oriente “ha interrotto l’approvvigionamento globale di energia e altre materie prime, ha compromesso le prospettive di crescita, ha fatto aumentare i prezzi dell’energia e, di conseguenza, ha incrementato l’inflazione” a causa della situazione nello Stretto di Hormuz, e “sebbene l’impatto complessivo della guerra non sia ancora chiaro, le ripercussioni sull’economia globale e sulla stabilità finanziaria si aggravano con il protrarsi del conflitto. Inoltre, in questo complesso contesto geopolitico, sono in aumento i rischi per la sicurezza informatica e le minacce ibride alle infrastrutture critiche”. Lo afferma il vicepresidente della Bce Luis de Guindos nell’introduzione al Rapporto sulla stabilità finanziaria.