“Sarebbe un errore, un errore di valutazione, considerare il tema dei Campi Flegrei alla stregua delle tante criticità legate al rischio al rischio sismico dell’Italia, dal nord al sud, come mi è capitato di leggere anche in questi ultimi giorni”. Lo ha detto il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci durante l’informativa alla Camera sui Campi Flegrei. “Ci troviamo di fronte ad un fenomeno naturale subdolo e insidioso, capace di presentarsi con insolita frequenza nello spazio di 2-3 anni e poi sparire per decenni, quasi per farsi dimenticare”, ha spiegato.
Il bradisismo, ha detto Musumeci, “si presenta con una potenza limitata, non quella per capirci dei terremoti che hanno scritto la storia delle catastrofi del Novecento italiano. Una potenza che, a parte la fisiologica paura di quei momenti, finisce per trasmettere nella gente che abita in quei luoghi, che la subisce, una sorta di pericolosa assuefazione”.
La frequenza di scosse di moderata intensità “finisce per alimentare una sorta di abitudine al rischio, inducendo nella popolazione la percezione che con il bradisismo si possa semplicemente continuare a convivere, come del resto hanno fatto per secoli gli abitanti di quell’area”.