“Se vogliamo ridurre le emissioni nel breve e medio periodo, dobbiamo rendere più sostenibile il carburante che oggi alimenta la maggioranza delle auto italiane e per farlo è necessario l’inserimento delle biobenzine come il bioetanolo”, sottolinea il Direttore di AssoDistil Sandro Cobror.
Gli obblighi meritoriamente introdotti dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica nel 2023 sono oggi messi in discussione da alcune parti interessate che fanno leva sulla presunta obsolescenza delle infrastrutture di distribuzione che impedirebbe così l’introduzione di quote di biobenzine superiori al 3%. Tuttavia, in 19 Paesi su 27 dell’Unione Europea il bioetanolo è utilizzato da anni senza problemi e con percentuali ben superiori a quelle previste in Italia.
Fermare o indebolire gli obblighi di miscelazione significa allontanarsi dagli obiettivi ambientali europei e penalizzare una filiera industriale italiana che oggi è costretta a guardare all’estero.
“Rafforzare le quote di biobenzine fino al 6,5% entro il 2030 vuol dire sostenere l’industria nazionale e promuovere nuovi investimenti, creare occupazione e mettere il Paese nelle condizioni di evitare sanzioni europee. È una scelta di responsabilità ambientale, economica e sociale. Confidiamo che il Governo non vorrà fare marcia indietro rispetto agli impegni presi nel 2023”, conclude Cobror.