“Domani, poi basta. L’annuncio della trasmissione dei dati alla Gdf, come la convocazione al ministero delle compagnie, come le proteste che stiamo facendo come associazione di consumatori, mettono pressione politica, uno stimolo per accelerare la riduzione delle accise, utili per massimo un giorno o due, poi tutto torna come prima”. Lo dice al Corriere della Sera Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori. E aggiunge: “Non c’è mai un colpevole in questo Paese. In ogni caso le speculazioni maggiori avvengono nei mercati internazionali, poi via e via a scendere, fino alle ultime ruote del carro: i distributori. Qui dipende molto dal tipo di contratto che hanno. In alcuni casi il prezzo è praticamente imposto dalla compagnia, in altri il gestore ha un margine di manovra, gli impianti indipendenti invece possono fare come vogliono”. Lo sconto di 17 centesimi al litro sul diesel non è comunque abbastanza: “Assolutamente no – sottolinea -: avevamo chiesto per il gasolio uno sconto come quello di Draghi: 25 cent, 30,5 cent al litro con Iva al 22%. Così il gasolio sarebbe sceso stabilmente sotto i 2 euro. Per la benzina, invece, potevano bastare 15 cent”. E ancora sul governo che dovrebbe “ridurre le accise in modo serio, sia per il gasolio che per la benzina, anche alzando, se necessario, la tassazione sui tabacchi per trovare le risorse. Le sigarette, i liquidi delle sigarette elettroniche e il tabacco riscaldato sono nocivi per la salute”.