Se c’è un governo che ha fatto di tutto per calmierare il prezzo dei carburanti ed evitare che i costi ricadano sul potere d’acquisto delle famiglie “quello è il governo Meloni”. Lo sostiene in una intervista a Il Corriere della Sera Tommaso Foti, ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione. E “non lo dico solo io — è la risposta alle critiche di immobilismo dell’opposizione — ma i numeri, e anche i pareri di chi vive ogni giorno una situazione difficile non per responsabilità del governo ma per una crisi internazionale del tutto imprevedibile nel suo svolgimento”. Poi aggiunge: “Quel che si può fare ancora lo faremo, penso nei prossimi giorni. Ma tutto va fatto con grande prudenza, perché ci troviamo in una contingenza complicata per cui nessuno può dire cosa accadrà tra tre giorni nello stretto di Hormuz. E ci tengo a ricordare quello che abbiamo fatto”.Ovvero: “Abbiamo finanziato per 5 miliardi il decreto bollette, un intervento fondamentale per le famiglie e le imprese. Sul caro carburanti in particolare, basta leggere fra gli altri il parere di Unimpresa, di chi lavora nel settore produttivo: da inizio del 2026 il governo ha fatto interventi per due miliardi, con effetti assolutamente positivi. Abbiamo abbassato i prezzi nei momenti in cui si è raggiunto il picco degli aumenti, ovviamente per periodi limitati”.
Foti entra nello specifico dei provvedimenti allo studio dell’esecutivo: “Le accise mobili, che nascono nel 2008 con il governo Prodi, non sono mai state utilizzate, neppure dal governo Draghi. È stato il governo Meloni, nel 2023, a intervenire per renderle utilizzabili. Ed è in atto una verifica per poterle utilizzare, considerato che per stabilire ricavi dell’Iva derivanti dall’aumento del costo dei carburanti occorre un arco temporale di due mesi. Gli aumenti e i ribassi del prezzo si susseguono velocemente e non permettono di agire subito. Ma ci si sta lavorando, e siamo i primi a farlo”. Infine, per tutelare le fasce deboli: “Prevedere speciali misure sul carburante attraverso le social card è un’idea sulla quale si sta lavorando”.