Carburanti, Murano (Unem): Tassare extraprofitti scoraggerebbe investimenti

“Se la guerra continua attivare le accise mobili non risolve il problema dei rincari dei carburanti. Tassare gli extraprofitti? Sarebbe la terza volta, non ho elementi per giudicare cosa voglia fare Giorgia Meloni, ma non sarebbe un bel segnale per chi vuole investire in Italia in un settore che ha bisogno in tempi brevi di investimenti legati alla transizione energetica sia nel sistema produttivo che distributivo”. Così Gianni Murano, presidente di Unem, l’associazione che raggruppa le imprese del petrolio. In un’intervista a La Stampa spiega la posizione delle compagnie petrolifere accusate di aver aumentato i listini vendendo però prodotti che avevano in casa da mesi: “Questo è un aspetto che abbiamo provato a spiegare più volte, ma evidentemente con scarso successo. I prezzi dei carburanti riflettono le dinamiche dei mercati internazionali dei prodotti raffinati, il cosiddetto Platts. Il barile di petrolio (Brent per l’Italia e l’Europa) non è il benchmark di riferimento per i prodotti raffinati, considerato che da un barile si ottengono una pluralità di prodotti di cui la benzina è solo una frazione. A differenza di quello del greggio, il riferimento al Platts dei prodotti cambia a seconda delle aree geografiche, tanto che ci sono listini diversi per il Mediterraneo, il Nord Europa, Singapore e così via e tiene conto anche delle specificità delle aree geografiche in termini di domanda/offerta. Tutte le transazioni del nostro settore sono basate su questo benchmark e quindi è inevitabile che sia poi il riferimento per i prezzi dei carburanti”.