Le conseguenze economiche e finanziarie del cambiamento climatico e del degrado della natura continuano ad aumentare. La Banca centrale europea “rimane pertanto fermamente impegnata a integrare il clima e la natura nel proprio operato, garantendo la resilienza ai crescenti rischi fisici e alle sfide della transizione”. Lo afferma la stessa Bce, che ha individuato tre aree prioritarie in cui “intensificare i lavori”. La prima è la transizione verso un’economia verde “compresa la valutazione dei piani di transizione prudenziale delle banche, un’ulteriore analisi dei costi energetici e fiscali e l’esplorazione di come le considerazioni legate al clima potrebbero essere ulteriormente integrate nel quadro operativo”. La seconda area di intervento punta ad affrontare i crescenti impatti fisici del cambiamento climatico sull’economia e sul sistema finanziario, “rafforzando l’analisi macroeconomica, migliorando i dati e il monitoraggio del rischio e conducendo ulteriori analisi delle capacità delle banche di affrontare le sfide legate al rischio fisico”. Infine, la terza area riguarda “l’impatto dei rischi legati alla natura e del degrado degli ecosistemi, compresa la valutazione dell’impatto dei rischi legati all’acqua”. Queste priorità “integreranno le azioni in corso della Bce in materia di clima che riguardano la politica monetaria, la vigilanza bancaria e la stabilità finanziaria”.