Cop31, Meliciani (Luiss): Rinnovabili e reti elettriche, serve piano straordinario Ue

“Mi piacerebbe che la transizione energetica venisse raccontata come un beneficio e non come un costo. I costi ci sono, ma sono assai più bassi dei benefici che ne deriverebbero per la collettività”. Così in una intervista a La Stampa Valentina Meliciani, professoressa di Economia applicata alla Luiss, direttrice del Luiss Institute for European Analysis and Policy. Che poi analizza la prossima Cop31: “Quello che possiamo aspettarci – anzi, augurarci, direi – è di passare dagli impegni alla loro attuazione, soprattutto sull’elettrificazione e sulla riduzione del metano, ma servono finanziamenti per i Paesi con minori capacità economiche. Non possiamo pretendere gli stessi sforzi da tutti. E poi i risultati devono essere misurabili, altrimenti si rimane su impegni generici. Non va dimenticata la dimensione industriale: servono investimenti nelle capacità produttive e nelle reti elettriche. La Cop può favorire accordi sugli obiettivi, ma la loro attuazione dipende dalle politiche nazionali”. In tema di investimenti Meliciani precisa: “Per esempio, quelli sulle reti elettriche transfrontaliere: sono infrastrutture che non si fermano ai confini nazionali. Serve l’investimento pubblico, perché costi e benefici non si distribuiscono allo stesso modo tra i Paesi. Un esempio positivo viene dai finanziamenti europei Horizon, che favoriscono la collaborazione tra Paesi nella ricerca, come emerge anche dai nostri studi sulle ‘reti di ricerca verdi’. Sarebbe utile estendere questo modello alle infrastrutture energetiche”. E ancora: “Dobbiamo distinguere il breve dal lungo periodo. Nell’immediato bisogna contenere i prezzi dell’energia e l’inflazione, ma senza dimenticare l’obiettivo dell’autonomia energetica. La guerra in Ucraina ci ha insegnato a diversificare le forniture, riducendo la dipendenza dal gas russo. Ora serve una vera Unione europea dell’energia che punti sulle rinnovabili e sui sistemi di accumulo per garantire una maggiore stabilità delle forniture”.