“Quella dei dazi è una scelta sbagliata che non giova all’economia europea e americana. Che siano un errore lo disse Meloni fin dall’inizio. Aggiungo però che non bisogna alimentare l’allarmismo, né farsi prendere da pulsioni di ritorsioni commerciali. Al di là dei profeti di sventura della sinistra, i fatti hanno già dimostrato che l’accordo tanto contestato tra Ue e Usa ha permesso all’Italia di registrare una crescita dell’export verso gli Stati Uniti del 7,2% nel 2025, rispetto al 2024. Poi è chiaro che la reazione dei singoli capi di governo è più dura o realistica in base all’interesse nazionale”. Lo dice Tommaso Foti, ministro degli Affari Europei, in un colloquio con Repubblica. “Capisco l’invidia che possono provare Schlein o Conte vedendo Meloni osannata all’estero, ovunque vada, mentre di loro faticano a pronunciare il cognome, ammesso che lo ricordino. Ma la politica è un’altra cosa. Se avessimo perso gli oltre settanta miliardi di export verso gli Usa, a chi avrebbero chiesto conto Schlein o Conte? Non è questione di essere più o meno critici verso Trump, ma di abbaiare o meno alla luna: serve solo a far vedere che si sa abbaiare, senza ottenere risultati”.
La Francia preme affinché l’Ue usi il ‘bazooka’ per contrastare i dazi di Trump, Foti smonta l’ipotesi:” A proposito dei dazi e dei contro-dazi, Reagan sosteneva: con i partner commerciali siamo sulla stessa barca, se uno fa un buco nello scafo, ha senso che l’altro ne faccia un altro? Alcuni dicono di sì e lo chiamano ‘fare i duri’, mentre io lo definisco stupido”.