“La cifra del 3,5%” di spese sulla difesa “non è stata scelta a caso; si fonda saldamente sul processo di definizione degli obiettivi di capacità”. Lo ha affermato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, in conferenza stampa insieme al premier sloveno, Janez Jansa . “In vista del vertice dell’Aia, i ministri della Difesa hanno concordato cosa ciascuno dei 32 Alleati debba essere in grado di fornirlo, per garantire la nostra difesa qualora si verificasse una situazione che richieda l’attivazione dell’Articolo 5 – ha spiegato – Tali compiti vengono poi ripartiti tra le nazioni affinché tutti sappiano esattamente cosa fare; il tutto è stato quantificato anche in termini di costi”. Per questo “si è giunti alla conclusione che, per finanziare tutto ciò, è necessaria una spesa compresa tra il 3,5% e il 3,6% (con una media del 3,5%). Questo era l’obiettivo fissato all’Aia per la spesa fondamentale per la difesa, a cui si aggiunge, naturalmente, la quota legata all’obiettivo complessivo del 5%”.