“In tre anni abbiamo realizzato operazioni che hanno reso il gruppo più solido, più resiliente e, soprattutto, hanno consentito di aumentare l’Ebitda e l’utile”. Lo dice Luca Dal Fabbro, presidente di Iren. “I risultati evidenziano una solida performance economica, industriale e finanziaria: +9% Ebitda, +8% utile netto, 720 milioni di euro di investimenti, con +12% investimenti tecnici destinati principalmente allo sviluppo della rete idrica ed elettrica e al completamento degli impianti di trattamento rifiuti, oltre che all’estensione della rete di teleriscaldamento. Gli investimenti finanziari pari a oltre 530 milioni di euro sono stati finanziati dai capitali raccolti con l’emissione del bond ibrido nel mese di gennaio. Quindi confermiamo la guidance con un Ebitda a fine anno compreso tra 1.340-1.360 milioni di euro. Per quanto riguarda, invece, la chiusura del bilancio 2024, l’utile netto è cresciuto del 5%, raggiungendo i 268 milioni di euro, l’Ebitda del 6,5% a 1.274 milioni di euro e la proposta di dividendo è del +8%. Questo risultato riflette la strategia di sviluppo intrapresa dal gruppo, che ha realizzato investimenti complessivi pari a 942 milioni. Di questi, il 76% è stato indirizzato a iniziative legate alla sostenibilità”, spiega in un colloquio con La Stampa. E ancora: “Abbiamo adesso la necessità di scaricare a terra tutti gli investimenti che abbiamo fatto, ad esempio gli impianti, per ottenere il massimo del valore e di efficienza operativa. Poi dobbiamo avviare il progetto della quarta linea del termovalorizzatore di Torino e sviluppare una serie di progetti che abbiamo avviato tra cui anche le concessioni idroelettriche in Piemonte”.