Nel primo semestre del 2026 il prezzo dell’elettricità per le famiglie in Italia si è attestato a 0,314 euro per kilowattora, tasse e oneri inclusi. Tra le principali economie dell’Unione europea, il valore italiano è inferiore a quello della Germania, dove il prezzo ha raggiunto 0,362 euro per kWh, ma superiore a quelli di Francia e Spagna, rispettivamente a 0,249 e 0,251 euro. È quanto emerge dai dati pubblicati da Eurostat. I prezzi più elevati nell’Ue sono stati registrati in Irlanda, a 0,387 euro per kWh, seguita da Germania e Belgio, entrambi a circa 0,36 euro. I valori più bassi si sono osservati in Ungheria, a 0,114 euro, e a Malta e in Bulgaria, rispettivamente a 0,127 e 0,134 euro. Nel complesso dell’Unione europea, il prezzo medio dell’elettricità è diminuito del 2,2% nel primo semestre del 2026, passando da 0,29 a 0,28 euro per kWh rispetto ai sei mesi precedenti, ma resta ben al di sopra dei livelli precedenti alla crisi energetica del 2022. La quota di imposte e oneri sulla bolletta finale è scesa dal 28,9% al 28,4%. Rispetto al primo semestre del 2025, i rincari maggiori si sono registrati in Romania (+51,6%), Irlanda (+19,8%) e Finlandia (+18,4%), mentre le diminuzioni più marcate hanno riguardato la Danimarca (-31,7%) e il Lussemburgo (-24,1%).