L’Italia resta tra i Paesi europei con i prezzi dell’elettricità più elevati per le imprese, nonostante la riduzione registrata nel primo semestre del 2026. Secondo i dati Eurostat, il prezzo medio nel nostro Paese è sceso a 0,2253 euro per kWh, dai 0,2336 euro dello stesso periodo del 2025, con una flessione del 3,6%. L’Italia si colloca così al terzo posto nell’Unione europea, alle spalle di Irlanda (0,27 euro per kWh) e Cipro (0,23 euro). Per l’elettricità, i prezzi più bassi sono stati rilevati in Finlandia (0,09 euro per kWh), Svezia (0,12 euro) e in Danimarca, Spagna e Portogallo (0,13 euro). Nel confronto annuo, le tariffe sono diminuite in 19 Paesi Ue. Le riduzioni più marcate hanno riguardato Lussemburgo (-23,8%), Repubblica Ceca (-11,9%) e Grecia (-11,8%). Gli aumenti maggiori si sono invece registrati in Svezia (+18,8%), Finlandia (+18,7%) e Bulgaria (+14,2%). Anche per il gas l’Italia ha registrato una diminuzione: il prezzo medio per le imprese è passato da 0,0635 a 0,0588 euro per kWh, con un calo del 7,4% su base annua. Nell’Unione europea i valori più elevati sono stati rilevati in Svezia (0,11 euro per kWh), Finlandia (0,09 euro) e Paesi Bassi (0,08 euro), mentre Bulgaria e Belgio hanno registrato i prezzi più bassi, entrambi pari a 0,04 euro. Nel confronto con il primo semestre del 2025, i prezzi del gas sono diminuiti in 24 dei 25 Paesi Ue per i quali sono disponibili i dati. Le flessioni più consistenti sono state registrate in Belgio e Francia (-13,1%), Lituania (-12,5%), Ungheria (-11,6%) e Bulgaria (-10,8%). La Svezia è stata l’unica a segnare un aumento, pari al 3,1%.