Secondo le analisi dell’Institute for Energy Economics and Financial Analysis (Ieefa), le famiglie italiane risultano tra le più esposte in Europa agli aumenti delle bollette elettriche, insieme a quelle di Irlanda e Regno Unito. In questi Paesi il gas naturale continua a svolgere un ruolo centrale nel mix di generazione elettrica e a influenzare in modo diretto la formazione dei prezzi all’ingrosso dell’elettricità, trasmettendo rapidamente le variazioni del mercato energetico alle bollette finali. La forte dipendenza dalla produzione elettrica a gas fa sì che le oscillazioni delle quotazioni del combustibile si riflettano in tempi brevi sul costo dell’energia, soprattutto nelle ore in cui gli impianti a gas fissano il prezzo marginale del sistema elettrico. Calcolando un aumento del 60% dei prezzi all’ingrosso dell’energia elettrica sulle bollette annuali (circa 20 euro/MWh), in Italia lo Ieefa calcola un aggravio tra 113 e 128 euro/MWh, nel Regno Unito tra 93 e 108 euro e in Irlanda tra 100-115 euro. Questo meccanismo amplifica l’impatto degli shock del mercato energetico nei Paesi più esposti. “Sebbene il conflitto in Medio Oriente venga spesso analizzato soprattutto per le sue implicazioni sul mercato del petrolio e del gas – spiega l’analisi dello Ieefa – le conseguenze per i consumatori europei potrebbero estendersi direttamente anche ai prezzi dell’elettricità. In Europa, infatti, esiste uno stretto legame tra il costo del gas naturale e quello dell’energia elettrica, che può trasmettere rapidamente le tensioni geopolitiche alle bollette di famiglie e imprese”.
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