“La priorità assoluta è l’energia. Dall’inizio del conflitto, in soli diciotto giorni, il costo è passato da 106 euro a 170 euro. Un incremento del 60-70% rappresenta un problema critico sia per le bollette dei cittadini, sia soprattutto per le imprese. Dobbiamo ricordare che industria, impresa e lavoratori sono un’unica entità: salvaguardare l’industria significa salvaguardare i posti di lavoro”. Lo dice Emanuele Orsini, presidente Confindustria, arrivando alla presentazione del Rapporto di previsione di Confindustria su ‘Guerre, dazi, incertezza, a rischio la crescita’.
Il rischio principale per la crescita “è non adottare misure urgenti a livello europeo. Non possiamo affidarci solo agli aiuti di Stato, perché l’Italia ne uscirebbe penalizzata rispetto a paesi come la Germania, che dispongono di una capacità fiscale superiore. È necessario pensare a un debito pubblico comune e a un mercato unico europeo dell’energia. L’Europa deve fare presto e definire linee guida chiare; non possiamo permetterci di perdere altro tempo”, aggiunge.