Energia, Realacci (Symbola): Invece del nucleare riprendiamo strada rinnovabili

“L’Italia possiede un patrimonio unico di competenze diffuse, mestieri, filiere territoriali e cultura manifatturiera. Un capitale costruito nel tempo, fortemente radicato nei territori, nelle comunità, capace di trasformare conoscenza e bellezza in prodotti e servizi riconosciuti nel mondo. Questo patrimonio oggi può e deve trovare nuova forza grazie all’integrazione di nuove competenze”. Lo dice Ermete Realacci, che guida la fondazione Symbola, in un’intervista a Il Corriere della Sera. “La nostra patria è l’Europa e lo dice bene Giorgio Parisi, che sarà a Mantova, quando indica una via europea all’intelligenza artificiale. Competere con le centinaia di miliardi messe sul piatto dagli Stati Uniti o con la spinta vigorosa del governo di Pechino sembra un’impresa improba per l’Europa delle medie potenze, ma Parisi sta cercando di fondare un centro europeo di ricerca sull’intelligenza artificiale, che metterà insieme le risorse di tutti. Questa è una delle partite più difficili che ci troviamo davanti, ma se la giochiamo insieme ai nostri alleati può diventare una leva strategica cruciale”. Poi sull’energia: “Siamo di fronte a un bivio: continuare a sovvenzionare i combustibili fossili oppure riprendere con vigore la strada delle fonti rinnovabili, che avevamo imboccato con buoni risultati fino a un decennio fa e su cui poi ci siamo incagliati. Anche di questo parleremo a Mantova. Eravamo uno dei Paesi più all’avanguardia d’Europa sulle fonti pulite, anche grazie alle abbondanti risorse idroelettriche che altri Paesi europei non hanno, mentre oggi siamo in forte ritardo. La Germania ormai produce due terzi della sua energia elettrica con le rinnovabili e l’Italia è ferma al 40%. Prendiamo esempio dai nostri partner europei, invece di parlare ancora di nucleare, che nella migliore delle ipotesi potremo vedere fra vent’anni”.