Per Roberto Tasca, presidente di A2A, oggi bisogna sfruttare la flessibilità concessa dall’Europa “soprattutto sul fotovoltaico”. Nell’intervista a La Stampa spiega: “Grazie alla posizione del nostro Paese, possiamo realizzare impianti da Nord a Sud, senza trascurare i tetti con autoconsumo. Così come si potrebbero abilitare impianti di taglia maggiore, ad esempio al nord. Il nostro problema non è reperire i capitali: abbiamo disponibilità di investimento e la volontà di farlo, abbiamo bisogno che qualcuno ci metta nelle condizioni di investire. Bisogna puntare anche sull’eolico, risorsa che ha un profilo di produzione che in parte manca nel nostro mix energetico. Il nucleare è un’ipotesi interessante da valutare, ma non è realizzabile almeno nel prossimo decennio. Le rinnovabili sì. Inoltre, dobbiamo investire sulle reti, perché uno dei veri nodi è la connessione: siamo più connessi con l’estero che all’interno del Paese. Se la produzione fotovoltaica è concentrata al Sud e l’industria al Nord, superare questa frammentazione territoriale diventa una priorità”. Tasca propone anche una ‘quarta via’ per l’indipendenza energetica: “Dovremmo velocizzare il rinnovo delle concessioni idroelettriche tramite questa cosiddetta ‘quarta via’. Si tratta di rinegoziare direttamente con coloro che oggi gestiscono le concessioni principali, previa valutazione di un piano di investimenti sulle dighe e su tutto ciò che costituisce l’impianto idroelettrico. Significa rinegoziare su tre variabili: quanti investimenti si fanno, per quanto tempo viene rinnovata la concessione e qual è il ritorno atteso. Questo consentirebbe di recuperare circa il 20% di capacità addizionale, abilitando maggior produzione e flessibilità”.