La Commissione europea ha deciso di inviare un parere motivato a Italia, Grecia, Spagna e Malta per non aver recepito integralmente nel diritto nazionale le disposizioni della direttiva rifusa sull’efficienza energetica. La direttiva rivista è stata adottata nel 2023, sostituendo la precedente del 2012. Gli Stati membri dovevano notificare le misure di recepimento entro l’11 ottobre 2025, ad eccezione di alcune disposizioni specifiche per le quali erano previste scadenze specifiche. La direttiva rifusa introduce misure più ambiziose in materia di efficienza energetica per contribuire a ridurre il consumo energetico complessivo nell’Ue, contribuendo così all’ambizione climatica dell’UE e migliorando la sicurezza e l’accessibilità economica dell’energia.
La direttiva stabilisce obiettivi per il consumo e il risparmio energetico, con particolare attenzione alle misure per alleviare la povertà energetica, nonché obiettivi per il consumo delle autorità pubbliche e per la ristrutturazione degli edifici di proprietà delle autorità pubbliche. Introduce inoltre il principio dell’efficienza energetica come principio fondamentale della politica energetica dell’Ue, che impone agli Stati membri dell’Ue di considerare l’efficienza energetica in tutte le decisioni politiche pertinenti e nei principali investimenti, sia nel settore energetico che in quello non energetico.
Nel novembre 2025, la Commissione ha inviato lettere di messa in mora a 26 Stati membri per non aver recepito integralmente la direttiva nel diritto nazionale. Dopo aver esaminato le misure di recepimento e le spiegazioni fornite da Grecia, Spagna, Italia e Malta, la Commissione ha concluso che questi Stati membri non hanno ancora recepito integralmente la direttiva. Pertanto, la Commissione ha deciso di pubblicare pareri motivati indicando quali disposizioni specifiche non sono considerate recepite. I quattro Stati membri hanno ora due mesi di tempo per rispondere e completare il recepimento. In caso contrario, la Commissione può decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia dell’Unione europea con richiesta di imposizione di sanzioni pecuniarie.