Le principali barriere che ostacolano il “percorso green, di transizione ecologica” per le aziende, sono innanzitutto il costo dell’energia: a ottobre in Italia il costo era superiore ai 200 euro a megawattora, 45-48% più alto dei nostri partner europei, come Francia e Germania. E molte delle misure di tutela, scadono anche a fine anno e le nostre imprese non hanno visibilità sull’anno prossimo. Per mettere a terra questi investimenti non è neanche sufficiente avere un anno di visibilità, occorrerebbe un orizzonte più lungo”. Lo ha detto a GEA Nicola Zampella, direttore generale di Federbeton, a Ecomondo.
“Un’altra barriera che vediamo – ha aggiunto – è sicuramente la competitività: il costo dell’energia e altri fattori stanno determinando una perdita di competitività. Noi dobbiamo difendere la produzione, soprattutto del comparto del cemento, in Italia e in Europa”. Nel 2025, ha ricordato, abbiamo importato 5,5 milioni di tonnellate di materiali da paesi del Nord Africa e dalla Turchia, che oramai rappresentano quasi un quarto del mercato nazionale. Ebbene, questi paesi non hanno l’ambizione di neutralità carbonica, non hanno vincoli come li abbiamo noi in Europa; quindi, se non si difende la competitività della produzione italiana ed europea del cemento, anche percorrere la transizione ecologica diventa inutile, perché le emissioni non si annullano, non si riducono: semplicemente si spostano”.