L’impatto del blocco del canale di Hormuz “dal nostro punto di vista possiamo affermare che non è poi così rilevante”. Lo dice l’ad di Eni, Claudio Descalzi, presentando agli investitori il Piano industriale 2026-2030. “Dal punto di vista della produzione, possiamo dire di avere un certo margine di manovra”, spiega. Dunque l’impatto potrebbe essere “tra il 2 e il 3 percento della nostra produzione” e “nel nostro scenario, potremmo dire che la riduzione è forse minore in termini di cash flow e di Ebitda”, continua Descalzi, sottolineando che l’azienda ha “più progetti di sviluppo che di produzione”.