“Un incidente mortale non è mai una fatalità. È un fatto grave. L’ex Ilva vive ormai da tempo una situazione di incertezza e qualcosa non ha funzionato, anche perché ha perso la vita un operaio specializzato che conosceva bene l’impianto”. Così il segretario della Fim-Cisl, Ferdinando Uliano. “Vanno chiamati tutti alle loro responsabilità: azienda, appalti, istituzioni e controlli. Serve un rapporto virtuoso tra le parti. La manutenzione ordinaria e straordinaria va curata in ogni dettaglio, soprattutto in questa fase. Deve essere una priorità: ogni volta che si allenta la presa aumentano pericoli e rischi, ogni intervento pensato per risparmiare provoca un impatto negativo sulla sicurezza”, spiega a Repubblica. L’incertezza pesa rispetto all’assetto proprietario: “Molto, si riflette su scelte, appalti, manutenzioni, rallenta e mette in difficoltà la gestione quotidiana. Se il governo ritiene l’acciaio un asset strategico, deve prenderne atto e giocare un ruolo imprenditoriale in prima persona”. Spiega ancora Uliano: “Attraverso le partecipate che, mi sembra, funzionano bene. Penso a Leonardo e Fincantieri, perché non dovrebbero poter intervenire rilanciando un fornitore importante come l’ex Ilva? I modelli non mancano, penso ad esempio a Cdp in Ansaldo Energia oppure, nel settore auto, ai gruppi che intervengono in altre aziende per evitare che l’indotto salti. È legittimo e giusto che il governo agisca in un settore strategico”.