Fink (BlackRock): Mi preoccupa che italiani non stiano crescendo con il loro Paese

Larry Fink, fondatore e amministratore delegato di BlackRock, la maggiore società al mondo di gestione del risparmio con 14 mila miliardi di dollari in gestione, ha parlato al Corriere della Sera dei motivi di preoccupazione per un potenziale momento di rottura nei mercati finanziari: “Il potenziale di una rottura c’è sempre. Negli ultimi 120 anni ci sono state due guerre mondiali, pandemie, crisi finanziarie. Ma nel lungo periodo, è meglio essere nel mercato piuttosto che tenere i soldi su un conto. Non c’è dubbio che stiamo assistendo a cambiamenti molto grandi nel mondo di oggi e ciò crea incertezza. Nell’incertezza io vedo opportunità. Non dirò certo che non possano esserci rotture, ma non sono motivi per nascondersi. Quello che credo sia più importante di qualsiasi timore è che le famiglie e le aziende italiane hanno oltre duemila miliardi di euro in contante e depositi che non generano alcun rendimento”. Fink poi aggiunge: “Mi preoccupa che gli italiani non stiano crescendo con il loro Paese. Tenere i soldi su un conto significa che hai sottoperformato. Non sei cresciuto con l’economia mondiale. E penso che questa sia una delle più grandi differenze tra coloro che hanno avuto buoni risultati negli ultimi 25 anni e quelli che non li hanno avuti. Coloro che hanno investito, forse per inconsapevolezza o forse perché non avevano paura dei momenti di rottura, ne hanno beneficiato. Ripensi a vent’anni fa, un anno o due prima della crisi finanziaria. Poco dopo i mercati sono crollati del 30%. Se uno avesse messo i suoi soldi nei mercati italiani nel 2006, avrebbe moltiplicato i suoi soldi iniziali di 2,4 volte. Se invece uno avesse tenuto i soldi sul proprio conto per gli ultimi vent’anni, avrebbe guadagnato il 27%: poco più di un rendimento annuale dell’1%. Quindi, sì: negli ultimi 20 anni, abbiamo avuto la crisi finanziaria, il Covid, e quell’investitore comunque ha guadagnato 2,4 volte i soldi iniziali”.