FOCUS Maltempo, Cdm: stato emergenza e 100 mln. Meloni-Musumeci: Commissari i tre governatori

di Federico Sorrentino



Il Consiglio dei Ministri ha deliberato ufficialmente lo stato di emergenza nazionale per i territori di Sicilia, Sardegna e Calabria, le tre regioni colpite negli ultimi giorni da un’ondata di maltempo senza precedenti. La misura avrà una durata di dodici mesi, prorogabili per altri dodici, e prevede lo stanziamento immediato di 100 milioni di euro prelevati dal Fondo per le emergenze nazionali. Questi fondi serviranno a coprire i primi interventi urgenti: rimozione dei detriti, ripristino dei servizi essenziali e somme urgenze gestite dai Comuni.



La premier Giorgia Meloni ha voluto sottolineare la vicinanza dell’esecutivo alle popolazioni colpite: “Lo Stato è vicino ai cittadini e ai territori. Nelle emergenze l’Italia sa essere una comunità unita”, ha dichiarato, spiegando che i Presidenti di Regione, nominati Commissari delegati, avranno ampi poteri di deroga per intervenire tempestivamente. Il ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci, ha poi chiarito la strategia del governo: “I 100 milioni sono solo il primo passo. Non appena avremo una ricognizione dettagliata dei danni, adotteremo un provvedimento interministeriale per la ricostruzione che coinvolgerà numerosi dicasteri, dalle Infrastrutture al Turismo”. Quindi il monito: “Molte opere del passato, fatte con leggerezza e superficialità, non possono più essere tollerate. Dovremo confrontarci anche con Anas e Ferrovie per rivedere la collocazione di strade e binari troppo vicini al mare: i cicloni sono ormai una realtà con cui fare i conti”.



Nonostante l’apprezzamento per la velocità della convocazione del Cdm, i numeri forniti dai presidenti regionali delineano un quadro drammatico. Renato Schifani (Sicilia) ha lanciato l’allarme più pesante: “Dalle prime ricognizioni temiamo di superare il miliardo e mezzo di euro di danni. La vera scommessa sono i tempi: dobbiamo garantire che i lidi balneari e le attività distrutte siano pronti entro l’estate”.



Il presidente siciliano ha poi ribadito la necessità di una nuova politica di tutela costiera alla luce del cambiamento climatico. Dalla Sardegna, Alessandra Todde ha evidenziato come un terzo dei comuni dell’isola sia stato colpito: “La stima dei sindaci è di circa 200 milioni. Abbiamo criticità enormi su strade rurali, aziende agricole e porti. Serve una regia unica e una collaborazione leale tra Governo e Regione”. Anche Roberto Occhiuto (Calabria) ha puntato l’accento sulla mitigazione del rischio: “In alcune zone la spiaggia è scomparsa. Senza opere di difesa, anche una mareggiata minore farebbe oggi danni enormi”. Occhiuto ha inoltre annunciato la possibilità di sospendere i mutui per i comuni più colpiti. Il clima di “serenità” auspicato da Musumeci si scontra però con la dura reazione del mondo produttivo. Stefano Ruvolo, presidente di Confimprenditori, è netto: “Siamo basiti di fronte a questa improvvisazione istituzionale. Il governo stanzia 100 milioni per tre regioni quando la sola Sicilia denuncia danni per 1,5 miliardi. È una mancia che condanna a morte il Sud e offende l’intelligenza dei cittadini”. Secondo l’associazione, il divario tra le risorse messe in campo e le reali necessità delle imprese è tale da rendere “surreale” il clima di ringraziamenti istituzionali visto a Chigi.