Con l’aggiornamento disposto oggi da Arera, le tariffe del gas tornano i livelli della crisi energetica del 2022. Lo afferma Assoutenti, che chiede al governo di intervenire sulla tassazione che pesa sulle bollette degli italiani. La crisi in Medio Oriente si è scaricata come un macigno sui prezzi del gas, al punto che rispetto allo stesso periodo del 2021, prima dell’emergenza energetica, le tariffe sul mercato regolato risultano più elevate addirittura del +85% – calcola Assoutenti – Un incremento fortissimo che, tra l’altro, si registra in un periodo in cui le basse temperature hanno costretto le famiglie a tenere accesi i riscaldamenti, con conseguenze enormi sulla spesa per il gas.
“L’ennesimo aumento del costo del gas, con un +19,2% registrato a marzo per gli utenti più vulnerabili, rappresenta un segnale estremamente preoccupante che non può essere ignorato. Ancora una volta sono le famiglie più fragili a pagare il prezzo delle tensioni geopolitiche internazionali, in questo caso del conflitto in Medio Oriente, con effetti diretti e immediati sulle bollette. Crediamo che in questa delicata situazione il governo debba intervenire con misure più efficaci sul fronte della tassazione che pesa sulle bollette degli italiani, riducendo l’Iva sul gas al 10% allo scopo di calmierare l’effetto Iran sulla spesa per le forniture energetiche delle famiglie. Serve poi una misura strutturale sul prezzo dell’energia che non può più essere determinato né con il PSV né con il Ttf ma con una reale relazione tra costi e ricavi, dove deve essere messo un tetto ai margini di utile”, conclude il presidente Gabriele Melluso.