Prosegue la flessione del gas naturale europeo, con i futures sul Ttf di Amsterdam in calo del 5,6% a 85,6 euro/MWh. Le quotazioni hanno perso oltre il 17% nell’arco della settimana, risentendo delle aspettative di una possibile de-escalation in Medio Oriente e degli sforzi diplomatici per allentare le tensioni tra Stati Uniti e Iran. In particolare, i contatti tra il presidente americano Donald Trump e l’emiro del Qatar, Sheikh Tamim bin Hamad Al Thani, e la proposta di mediazione presentata da Doha hanno alimentato le speranze di una ripresa dei negoziati. La bozza di accordo dovrebbe prevedere misure di rafforzamento della fiducia reciproca e la ripresa dei colloqui sul nucleare, anche se restano divergenze tra Washington e Teheran. Un’eventuale distensione potrebbe favorire il ripristino dei flussi di Gnl dal Golfo Persico, compromessi dal conflitto e in precedenza pari a circa un quinto dell’offerta mondiale. Restano tuttavia diversi fattori di rischio in vista dell’inverno. Secondo i dati di Gas Infrastructure Europe, giovedì gli stoccaggi dell’Ue risultavano pieni al 73,75%, contro una media quinquennale del 90%. Le temperature più rigide e la minore produzione di energia eolica e solare hanno accelerato i prelievi, mentre le interruzioni delle forniture norvegesi e la concorrenza degli acquirenti asiatici per i carichi di Gnl continuano ad alimentare l’incertezza sugli approvvigionamenti.