Il gas europeo accelera e torna sui livelli visti nel pieno della crisi energetica scatenata dall’invasione russa dell’Ucraina: il contratto Ttf di Amsterdam sale infatti del 4% a 62 euro/MWh, quota che non si registrava da gennaio 2023. I mercati monitorano l’evoluzione del conflitto dopo il nuovo scambio di attacchi tra Washington e Teheran e l’inasprimento dei toni del presidente Donald Trump, che ha escluso la prospettiva di negoziati imminenti e ha rilanciato la minaccia di possibili azioni militari contro siti iraniani. Restano sotto osservazione anche le rotte marittime del Mar Rosso e dello Stretto di Hormuz, dove le tensioni hanno già avuto ripercussioni sui flussi energetici. La riduzione delle esportazioni di gas naturale liquefatto dal Golfo aumenta la pressione sul mercato europeo, impegnato nella ricostituzione degli stoccaggi in vista della stagione invernale. Un calo della disponibilità di Gnl potrebbe costringere l’Europa a competere con maggiore intensità con gli acquirenti asiatici, sostenendo i prezzi dei carichi spot. Nonostante il balzo, i prezzi restano lontani dai livelli estremi raggiunti nel 2022, quando il Ttf aveva superato i 200 euro/MWh durante la crisi del gas russo.