“Non c’è un obbligo a cedere gas a prescindere. Quello che potrà succedere è che la Germania nella seconda metà dell’inverno avrà consumato gli stoccaggi e comprerà gas sul mercato, provocando tensioni sui prezzi e potenzialmente anche sui flussi dal Nord Europa. E questo per noi è un rischio”. Lo dice Agostino Scornajenchi, ceo di Snam, in una intervista a Il Corriere della Sera. L’Italia ha cinque rigassificatori e 14 depositi, Scornajenchi commenta: “La chiave della sicurezza energetica è sempre quella di avere più opzioni, perché non sappiamo che cosa succederà alle rotte in futuro. Snam sta investendo per mantenere in efficienza le infrastrutture, ma ritengo che la capacità di stoccaggio e di rigassificazione vada aumentata. Stiamo valutando entrambe le opzioni e faremo una valutazione nel piano industriale la prossima primavera”. Quanto al rigassificatore di Piombino spiega: “È in corso l’istruttoria della Via, procedura a cui stiamo dando la massima rilevanza con un approccio trasparente per spiegare perché, con i suoi 5 miliardi di metri cubi di capacità, è un pilastro della sicurezza nazionale. Vogliamo passare da una fase di provvisorietà a una fase di stabilità”.