Giorgia Meloni “aveva l’occasione di dire la verità al Paese e di unire gli italiani davanti alla crisi e invece si è chiusa nel proprio racconto. Trasformando un momento che richiedeva visione in un comizio identitario. Mi aspettavo il discorso di una presidente del Consiglio che rilanciava, dopo una sonora sconfitta referendaria, il programma di governo dell’ultimo anno. Abbiamo ascoltato, invece, solo una capo fazione già in campagna elettorale”. Lo dice Francesco Boccia, senatore del Pd, in una intervista a Il Corriere della Sera. “Meloni, al massimo, è riuscita a dire dei ‘nì’ a Trump e Netanyahu, senza mai prendere una posizione di condanna netta verso un soggetto come Netanyahu macchiato di crimini di guerra e Trump che ha distrutto l’ordine mondiale e odia l’Europa. Dire no a Trump significherebbe salvare l’onore dell’Italia e degli italiani. Perché se continuiamo con la politica del ‘non condivido e non condanno’ rischiamo di essere ricordati come indifferenti, nella migliore delle ipotesi come ignavi”. Poi sull’ipotesi di sospensione del Patto di stabilità: “Al momento vedo solo timide richieste di Giorgetti e dichiarazioni d’intenti di Meloni. Con il commissario Ue all’Economia Dombrovskis che continua a ripetere che per sospendere il Patto di stabilità dovrebbe verificarsi ‘una grave recessione economica e attualmente non siamo in questo scenario’. Anziché schierarsi al fianco di Orbán quando indebolisce l’Unione europea votando contro il superamento del diritto di veto o farsi utilizzare dagli Usa per colpire l’Europa, Meloni dovrebbe andare in Europa e sbattere i pugni sul tavolo, per usare un’espressione a lei tanto cara. Il governo giallorosso dopo la crisi Covid portò a casa i 209 miliardi del Pnrr. Qui al momento si vedono solo caos, confusione e rincari nei prezzi dei carburanti, dell’energia e del carrello della spesa”.