Groenlandia, politologo Kupchan: Serve determinazione per tenere testa a Trump

“Non è più tempo di adulare Trump, né di andare incontro alle sue pretese: e per fortuna i leader europei iniziano a capirlo. L’imposizione di dazi ai Paesi schieratisi in difesa della Groenlandia dimostra che la sua non è retorica, è davvero pronto a usare mezzi coercitivi contro i suoi stessi alleati per conquistarla. La risposta europea è cruciale: bisogna dire basta prima che le nuove tasse entrino in vigore, il 1° febbraio. Serve un messaggio fermo e duro: perché se invece Trump riesce a percorrere quella via, le conseguenze saranno gravissime”. Così l’ex consigliere di Barack Obama per la politica estera, Charles Kupchan e politologo della Georgetown University di Washington, oggi pilastro del Council on Foreign Relations. In un colloquio con Repubblica aggiunge sulla reazione di Donald Trump se l’Europa terrà il punto: “Siamo in un territorio inesplorato. Sono giorni critici, ma è anche il momento in cui davvero tutti — gli europei, ma anche i membri democratici e repubblicani del Congresso — devono far sentire la loro voce: spiegando a Trump che se davvero cercherà di annettere la Groenlandia contro la volontà di chi la abita e contro la volontà degli alleati, compirà una mossa straordinariamente distruttiva”.

Kupchan spiega che a muovere Trump sono “impulso e istinto, più che strategia. Trump potrebbe ottenere ciò che vuole e placare le presunte preoccupazioni sulla sicurezza degli Stati Uniti con una telefonata. Basta l’accordo sulla sicurezza stretto con la Danimarca, per avere nuove basi militari, installare radar o sistemi di difesa missilistica. Ben sapendo pure che la Groenlandia è aperta agli affari e potrebbe iniziare a estrarre terre rare e spostare navi americane in zona artica, ora. Invece, è pronto a smantellare la Nato pur di possederla. Questo, credo, dipende dal suo essere un’immobiliarista, Pensa in termini di proprietà terriera, ha trascorso la vita ad acquistare proprietà e costruire palazzi, hotel e casinò. Lo ha detto pure in una recente intervista al New York Times: ‘Per me la proprietà è psicologicamente importante'”.