“Il mondo non è più lineare. È un viaggio accidentato verso una destinazione ignota”. Lo dice in una intervista a La Stampa Mohamed El-Erian, presidente del Queens’ College di Cambridge e capo consigliere economico di Allianz. “Questa economia ha dimostrato una forza impressionante, smentendo le previsioni nefaste. La spiegazione risiede nei numerosi ammortizzatori presenti nel sistema finanziario e produttivo al momento degli shock. Vi erano enormi scorte di petrolio e risorse strategiche, oltre a bilanci solidi sia a livello familiare sia in ambito aziendale”. E aggiunge: “Abbiamo assistito all’innamoramento collettivo per l’intelligenza artificiale, una dinamica capace di attirare capitali colossali verso innumerevoli progetti tecnologici. Questa narrazione dominante tralascia i rischi sotterranei”. Ovvero “gli squilibri valutari e i rendimenti elevati logorano il sistema, mentre i cuscinetti di sicurezza si assottigliano. I mutamenti strutturali in atto, dalle frizioni commerciali alla frammentazione produttiva, rendono impervio definire un punto di arrivo per il ciclo economico. Il consenso generale celebra la resilienza, ignorando i segnali di allarme”. E infine: “L’Italia oggi scambia sui mercati finanziari a condizioni migliori rispetto alla Francia, un ribaltamento di prospettiva degno di enorme attenzione. Lo spread inferiore rispetto ai titoli transalpini descrive un ecosistema assai diverso rispetto agli anni passati, premiando il debito di Roma rispetto a quello emesso da Parigi. Un differenziale ridotto a 80 o 90 punti base nei confronti della Germania riflette i progressi tangibili sul fronte fiscale e una dinamica di crescita che, pur con le sue note sfide storiche, appare solida e dinamica rispetto ad altre nazioni chiave del Vecchio Continente. Tali risultati macroeconomici sono reali e misurabili, premiati dalle scelte di allocazione del capitale su scala globale”.