Paolo Benanti, francescano esperto di etica della tecnologia e consulente del Vaticano e del governo italiano, sostiene che “il rischio maggiore è di usare l’Ai senza capirla”. In un colloquio con La Stampa spiega perché gli imprenditori Dario Amodei, Sam Altman ed Elon Musk danno l’allarme sull’accelerazione dei cosiddetti modelli di frontiera: “Lo fanno per loro interesse. Quando sono in ritardo tecnologico ciclicamente fanno questa richiesta strumentale. Open Ai ha lanciato di recente un modello di frontiera più potente degli altri”. E ancora: “Loro propongono di autoregolarsi, perché se il governo Usa decide di normare i sistemi ne limita la vendibilità. Il punto è come far coesistere il potere degli strumenti con un ambiente sempre più dipendente dal digitale e regolato finora da strumenti giuridici”.
Padre Benenati poi aggiunge: “Non credo agli scenari apocalittici, ma certamente abbiamo spostato il mondo nel digitale senza sapere e pagare abbastanza per proteggerci. Dobbiamo occuparcene”. In fondo, “il problema non è l’Ai, ma la stupidità naturale. Non è detto che superi l’intelligenza umana, almeno non su tutto”. E poi “ci sarà sempre la possibilità di staccare la corrente o la comunicazione”.