“Non è più una contrapposizione fra piccole e medio-grandi imprese. È una questione di capacità di competere in un mercato in cui quello domestico è ormai, esplicitamente, il mercato europeo. E per farlo c’è bisogno di crescere”. Lo dice Marco Gay, presidente dell’Unione Industriali di Torino in una intervista a La Stampa. A Torino ci sono aziende in grado di fare questo salto: “Sì, ed è un tema aggredibile. Ci sono imprese che sono cresciute e hanno una strategia chiara. Le medie sono salite a 520, con un incremento di quasi il 38%, e anche il valore aggiunto è aumentato molto. Vuol dire che la voglia, la volontà e la tensione a crescere ci sono”. Per Gay la strada è segnata: “Una politica industriale che favorisca la crescita dimensionale, anche grazie all’attrazione di capitali e a percorsi di unione e acquisizioni. Come Unione Industriali lavoriamo proprio per aiutare le aziende a capire quale percorso intraprendere per diventare più competitive e produttive”. Fusioni e acquisizioni diventano una strada obbligata: “Sono uno degli strumenti. La dimensione serve per affrontare i mercati, investire e aumentare la produttività. C’è poi un altro tema importante: le marginalità e il valore aggiunto delle produzioni. Se i margini si erodono, diventa più difficile avere la capacità di investire”.