Sono 600.494 gli ettari di superficie colpiti dagli incendi nell’Unione europea e nei Paesi monitorati dal sistema Effis di Copernicus dall’inizio del 2026 al 17 agosto. Il dato è inferiore ai 951.993 ettari registrati alla stessa data del 2025, anno peggiore della serie, ma resta nettamente sopra la media degli ultimi vent’anni, pari a 243.189 ettari. Dall’inizio dell’anno sono stati rilevati 1.706 incendi, contro i 1.833 registrati al 17 agosto 2025. Le condizioni restano particolarmente delicate anche nei prossimi giorni. Secondo le previsioni per il periodo 13-19 agosto, condizioni di pericolo molto estremo interesseranno una vasta fascia dell’Europa centro-orientale, dalla Germania e dall’area alpina attraverso la Polonia fino ai Balcani. Situazioni analoghe sono previste anche in alcune aree della Gran Bretagna meridionale, dell’Irlanda, della Francia settentrionale e della Svezia meridionale. Condizioni estreme interesseranno inoltre le aree circostanti, comprendendo parti della Francia e gran parte della penisola iberica. Un livello da alto a moderato è previsto nel resto della Turchia e in Nord Africa, mentre la Scandinavia settentrionale e l’estremo nord-est europeo manterranno livelli bassi di pericolo di incendio.