Industria, Miotto (Federmeccanica): In pericolo, come il futuro del Paese

“La nostra industria è in pericolo e con essa lo è il futuro del Paese. I segnali della nostra indagine diventano tanti indizi che fanno una prova e anche qualcosa di più. Potrebbe essere già una sentenza. Il nostro appello è rivolto al governo dell’Europa e del Nostro Paese. Dobbiamo unire le forze per proteggere l’industria in generale e la metalmeccanica/meccatronica in particolare. Le guerre producono effetti devastanti, la crisi di altri Paesi a noi collegati si riflette sulle nostre filiere, le complessità della transizione continuano a pesare su settori strategici. Ci sono alcune luci che vengono da comparti come quello della navalmeccanica ma c’è il rischio che poi si navighi in un mondo manifatturiero sommerso dalle grandissime criticità. Non possiamo permettercelo. Ai tanti problemi che provengono dai diversi angoli del mondo facendoci trovare tra due e più fuochi, si aggiungono focolai interni che possono consumare ulteriormente la nostra capacità industriale. Il caso ex Ilva è emblematico. Nulla è ancora perduto e si può salvaguardare questo fondamentale asset italiano per poi rilanciarlo. Per far questo, per non essere ancor più dipendenti dall’estero, bisogna trovare il modo per sviluppare un circuito virtuoso, il ciclo integrato con anche l’area a caldo”. Così la vicepresidente di Federmeccanica, con delega all’Ufficio Studi, Alessia Miotto, in occasione della presentazione dei risultati della 179ª edizione dell’Indagine congiunturale di Federmeccanica sull’Industria Metalmeccanica – Meccatronica italiana.