“Le imprese devono crescere. Il problema non è una piccola impresa, ma quella che resta tale per sempre e domina il paesaggio produttivo. Ha meno margini, meno capacità di innovazione e di far crescere le persone”. Lo dice Andrea Garnero, economista Ocse, sottolineando nell’intervista a Repubblica che “non tutto è perduto”. Molta colpa è dell’inflazione: “La questione ha radici negli anni Novanta. L’inflazione l’ha fatta esplodere, ma lo shock è stato simile ovunque. Quasi unica in Italia è stata la lentezza del recupero”. E ancora: “Essere il 6% sotto il potere d’acquisto del 2021 è come lavorare venti giorni gratis. Quello che si guadagna si è perso in prezzi più alti e non lo si può spendere al supermercato”. I nonni sono diventati “l’ultimo argine: i padri, i trasferimenti intrafamiliari. Ma anche quelli arriveranno alla fine. Gli aiutini contribuiscono a svalutare il lavoro. Chi ha ereditato un appartamentino e l’ha messo su Airbnb ha fatto benissimo, per carità. Ma sul piano generale è la rendita che rimpiazza il lavoro. Le politiche pubbliche devono dare il segnale che il lavoro paga”