Il documento strategico pluriennale della mobilità ferroviaria è “buono per la rete nazionale, ma incompleto per le aree metropolitane”. Lo dice Eugenio Patanè, assessore alla mobilità di Roma Capitale, durante l’audizione in Commissione Trasporti della Camera. Secondo l’assessore, il testo fissa obiettivi chiari per Alta Velocità e merci, ma ignora il trasporto pubblico locale: “Manca un solo obiettivo numerico per il pendolarismo metropolitano, proprio dove si gioca la partita della sostenibilità”. Patanè punta il dito sulla gestione dei nodi urbani, sottolineando come le previsioni di domanda al 2030-2035 indichino una “sostanziale stabilità” che suona come una rinuncia: “Restare sotto i livelli pre-pandemia non è una strategia”. L’assessore chiede di superare la visione della stazione come semplice punto di passaggio per abbracciare il modello del Transit Oriented Development, trasformando gli scali in poli di rigenerazione urbana e servizi, specialmente nelle periferie. Sul fronte romano Patanè contesta la ripartizione delle risorse: “Nella tabella del documento, i fondi per il nodo di Roma rappresentano solo il 34% dell’importo complessivo. Città dieci volte più piccole ricevono di più, nonostante Roma sia il primo bacino di domanda ferroviaria del Paese”. Tra le criticità sollevate figurano anche l’assenza di una Gronda Merci a ovest della città e il mancato coinvolgimento dei Comuni nella progettazione, nonostante i vincoli del regolamento europeo TEN-T.