“La cosa peggiore di queste settimane assurde è l’incertezza”, racconta il capitano Raman Kapoor al telefono via WhatsApp, grazie a un satellitare che li tiene connessi alla terraferma. Nel colloquio scritt con il Corriere della Sera, spiega: “Non sappiamo quando riusciremo a lasciare questo posto, ma finché la situazione non sarà davvero sicura, la nostra compagnia non ci darà l’ok per partire, e ha ragione”. Sono due mesi e sei giorni che è bloccato a Hormuz, una volta al mese una piccola barca arriva sotto bordo con acqua, cibo, medicine e tutto ciò che serve per sopravvivere “in questa sospensione che assomiglia sempre di più a un esilio senza senso”. Dice ancora Kapoor: “Non abbiamo mai avuto così tanta paura. Abbiamo visto centinaia di missili passarci sopra la testa. Abbiamo assistito ad attacchi contro navi anche vicine alla nostra”.