Arsenio Dominguez, segretario generale dell’Organizzazione marittima internazionale (Imo), l’agenzia Onu del settore navale, dice a Repubblica che nessuna task force militare — e tantomeno l’uccisione del capo della marina iraniana Alireza Tangsiri — potrà rompere lo stallo di Hormuz e riportare la normalità. “Serve un’immediata de-escalation e la fine della guerra” in Iran, annuncia. E, sostiene, c’è una differenza con cosa accadde nel Mar Rosso con gli houty: “Quella è stata un’operazione soprattutto di deterrenza e assistenza, non necessariamente di protezione. Inoltre, allora c’era una rotta alternativa, intorno al Capo di Buona Speranza in Sudafrica. Lo stretto di Hormuz è ben diverso: è largo soltanto 30 chilometri e trovare scappatoie è molto più difficile”. Dominguez aggiunge: “Una task force militare per proteggere le navi commerciali non può essere una soluzione a lungo termine. Anche perché in ogni caso non eliminerà al 100% i rischi: un’imbarcazione potrebbe ancora essere colpita da droni o missili”. Quindi è indispensabile “una de-escalation e poi la fine di questo conflitto. È l’unico modo affinché il traffico marittimo possa riprendere liberamente e non venga più utilizzato come danno collaterale”.