Iran, ex Cia Baer: Teheran ha vinto e adesso vuole l’atomica

“L’Iran ha il controllo dello Stretto di Hormuz e sa che gli Stati Uniti non possono mantenere all’infinito una presenza militare nella regione. In questo hanno messo a segno una vittoria”. Lo Robert Baer, ex capo degli operativi della Cia in Medio Oriente. Nell’intervista a La Stampa aggiunge: “I danni subiti dalle basi americane a causa degli attacchi con droni sono stati enormi e la tecnologia sta avanzando giorno dopo giorno. Centinaia di piccoli droni kamikaze possono colpire praticamente qualsiasi obiettivo e mettere in difficoltà anche i sistemi di difesa più avanzati. Allo stesso tempo credo che gli iraniani stiano ricevendo dalla Russia forniture e tecnologia, compresi missili balistici. Il risultato è una situazione di stallo strategico, ma uno stallo che di fatto favorisce Teheran. Gli Stati Uniti, a mio giudizio, non sono in grado di riaprire Hormuz, né di riportare pienamente in funzione le loro strutture in Kuwait e Bahrain se il conflitto dovesse riaccendersi”. E ancora: “L’Iran è di fatto una dittatura militare e di sicurezza, con l’aggiunta dell’elemento religioso e dell’idea del martirio. Esiste però una vasta classe media istruita e generalmente favorevole all’Occidente, che non ama i Pasdaran e non si riconosce necessariamente in loro. Il problema è che l’apparato di sicurezza mantiene un controllo totale sul Paese e rende quasi impossibile qualsiasi forma di opposizione organizzata. Se si scende in piazza o si dice la cosa sbagliata si rischiano conseguenze gravissime. Inoltre, questi dirigenti sono convinti che se cedessero alle richieste occidentali, il loro Paese verrebbe distrutto. Guardano a Gaza e al Libano meridionale e pensano che, senza missili, deterrenza nucleare e capacità di pressione sul Golfo, l’Iran farebbe la stessa fine. È questo il messaggio che i Pasdaran trasmettono alla popolazione: se non combattiamo, verremo riportati all’età della pietra”.