Iran, ex consigliere Usa Bolton: Da Trump troppi errori strategici

“Quale è l’obiettivo finale? Non lo so”. Lo dice John Bolton, già ambasciatore Usa all’Onu e consigliere per la Sicurezza nazionale di Trump per parte del suo primo mandato. In un colloquio con La Stampa aggiunge ancora sugli obiettivi del presidente americano: “Quello non lo so e Trump non ha fatto nulla per svelarlo. Quello giusto doveva essere il cambio di regime”. Perché “all’inizio sembrava così ma poi non mi pare che si sia seguita quella strada. Ed è stato un errore”. Spiega Bolton: “Se lasci al suo posto un regime, benché gravemente ferito, questo tornerà in auge ancora più forte e peggiore sia sul fronte del nucleare sia su quello del terrorismo».

Ritiene che le capacità missilistiche e militari iraniane siano state realmente obliterate?

«No, non lo sono state più di quanto lo sia stato il programma nucleare durante i 12 giorni di operazioni la scorsa estate. Credo che gli Usa abbiano inflitto danni pesanti ma parliamo di una dittatura militare in piedi da 47 anni, dove i Guardiani della Rivoluzione hanno più controllo del clero sciita e questo potere aumenterà man mano le Guide Supreme verranno eliminate”.

Bolton poi aggiunge che “Fino a quando lo Stretto di Hormuz resterà chiuso non c’è dichiarazione di vittoria finale possibile”. E ancora: “E’ stato un errore dal principio non considerare lo Stretto come una priorità, solo alla fine della scorsa settimana c’è stato un incremento delle operazioni, con la distruzione di posamine e missili lanciati contro le unità navali. Ma ci sono barchini veloci in grado di colpire petroliere e navi militari. Sono molto sorpreso che questo scenario di Hormuz non sia stato considerato dall’inizio”.