“America First doveva significare meno guerre e meno coinvolgimento internazionale. Invece Donald Trump si ritrova trascinato in un conflitto contro l’Iran che rischia di diventare un problema politico enorme anche dentro gli Stati Uniti”. Lo dice David Graham, giornalista pluripremiato di The Atlantic, autore di The Project, il saggio sul piano della destra trumpiana per ridisegnare l’America e il mondo pubblicato in Italia da Chiarelettere. In un dialogo con il Corriere della Sera aggiunge: “Ogni presidente americano è tentato dall’uso della forza all’estero, soprattutto nel secondo mandato, quando cresce la frustrazione per la politica interna. In Iran inoltre pensava che sarebbe stato facile come era successo con Caracas. Ha sopravvalutato il proprio potere. Ma molti dei suoi elettori sono furiosi”. Quanto al viaggio di Marco Rubio a Roma per rassicurare gli alleati europei e il Vaticano dice: “Rubio spesso si trova nella posizione di dover ricucire i rapporti e dare coerenza a ciò che Trump dice o fa impulsivamente. A differenza di altri segretari di Stato però non decide davvero la politica estera americana. Il suo compito è cercare di gestire gli umori del presidente”. Il rischio per Trump è che il conflitto con l’Iran possa essere percepito come un fallimento: “È un processo già in atto. I prezzi aumentano, la sua popolarità cala e i repubblicani rischiano nelle elezioni di midterm. Ma soprattutto il presidente sta perdendo consenso anche tra i suoi elettori”.