Iran, media: Trump sospende bombardamenti perché a corto di missili Patriot

Gli Stati Uniti vogliono concedere “un po’ di spazio” alla diplomazia, ha dichiarato dall’ambasciatore Usa all’Onu Mike Waltz e dalla Casa Bianca. E nelle parole del direttore della comunicazione, Steven Cheung, il messaggio è questo: “Il Presidente Trump ha sempre ribadito di preferire una soluzione diplomatica, ma continua a mantenere aperte tutte le opzioni qualora l’Iran dovesse proseguire con attività terroristiche nello Stretto di Hormuz o contro gli alleati”. Però, come riporta il Corriere della Sera, ci sono i retroscena sollevati da alcuni media americani svelano una realtà più pragmatica: Trump avrebbe congelato i raid perché i magazzini del Pentagono si stanno svuotando, portando le scorte di missili Patriot e munizioni di difesa aerea pericolosamente vicine alla linea rossa.

Rivela il New York Times, citando fonti governative e militari anonime, che l’ordine di sospendere i bombardamenti notturni è arrivato venerdì, dopo un teso vertice tra Trump e i suoi massimi consiglieri: oltre alle scorte di intercettori in esaurimento, a far considerare estremamente rischiosa la ripresa di operazioni su larga scala sarebbero state anche l’apertura di un secondo fronte con gli Houthi nel Mar Rosso, l’alienazione dei principali alleati del Golfo, vulnerabili a un attacco di Teheran, e la crisi economica ed energetica. Secondo la Cnn, in quel tavolo privato, a esprimere riserve sulla strategia dell’escalation sarebbero stati soprattutto il vicepresidente JD Vance e il capo di stato maggiore Dan Caine. Pur confermando che il Pentagono ha la capacità militare di colpire duro, Caine messo in guardia il presidente sulle conseguenze: una campagna su larga scala svuoterebbe i depositi di difesa aerea, lasciando le basi americane e gli alleati del Golfo del tutto esposti a una devastante rappresaglia asimmetrica da parte di Teheran.