Iran, Miller (ex inviato usa Medio Oriente): Trump è frustrato

“Questa è frustrazione, non strategia”. Lo dice a Repubblica David Aaron Miller, ex inviato per il Medio Oriente del dipartimento di Stato. “Il presidente Trump si è cacciato in un angolo e non sa come uscirne. Forzare la riapertura di Hormuz richiederebbe un intervento lungo e pericoloso. L’alternativa è negoziare un vero accordo con l’Iran, che però pensa di avere il coltello dalla parte del manico, perché ha una soglia di sopportazione alta e ha dimostrato di controllare lo Stretto”, spiega. Trump ha ordinato di ripristinare il blocco navale e chiede un pagamento del 20% alle navi che passano: “Siamo entrati nel ciclo dell’escalation, ma la soglia del dolore degli iraniani è più alta della nostra. Il presidente è frustrato e arrabbiato perché aveva iniziato la guerra per impedire all’Iran di acquisire l’arma nucleare, ma così ne ha prodotta una nuova, cioè l’uso della geografia come arma da parte di Teheran. Non è una posizione negoziale o una tattica della Repubblica islamica, sono i pasdaran che decidono cosa pensano sia nell’interesse del paese, con l’acquiescenza della guida suprema”.